Contenuti per adulti
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"Guarisci"
è l'ordine che impelli
a me, nomade
e disertore.
Come si sana
una ferita afrodisiaca,
cicatrice di una stretta,
un abbraccio, tagliente e lenitivo.
Si può guardare altrove?
Cercare al di fuori della siepe,
dove non ci sono fulvi iridi a fissarmi.
Dove ogni angolo è paura
e fervore di scoprirti lì: esistere.
Posso pensarti?
Devo dimenticarti?
Ciò che mi logora ad ogni risveglio
è l'anelito dei miei occhi.
Ti indosso
eppure sono nudo,
ricoperto di stracci.
Ti prego dimmi
come dimenticarsi la tua via,
la tua voce al citofono,
i tuoi dubbi e passioni,
le nostre urla
e la musica, morsi e baci;
parole:
complesse serrature sfondate
come non ci fossero porte.
Interminabili silenzi colmati
da tocchi fugaci.
È estenuante e non ci riesco più.
A sapere che accadi, e inevitabilmente
cadi con lo sguardo all'insù.
Che ami e odi quelle briciole di vita
ad altri insignificanti.
Come piangi per sorridere
tornata a casa:
le tue scarpe piene di passi.
I tuoi lacci sempre sfatti.
E mi innamoro
di sconosciute sorridenti:
ogni battito su mille
ritaglio e incollo
futili idiosincrasie.
Appartenevano a te.
Smarrite, cercano casa.